Ricevo e molto volentieri pubblico questa notizia
Kawamoto Kihachiro
il mago dell’animazione di pupazzi
Associazione Culturale ARTE GIAPPONE
Vicolo Ciovasso, 1 – 20121 Milano
giovedì 12 aprile alle 19:00
INGRESSO LIBERO

I pupazzi di Kawamoto Kihachiro sono delle vere e proprie opere d’arte: con i volti delle maschere del teatro noh, con costumi, kimono e armature,sgargianti, si muovono su sfondi acquerellati, con nebbioline di polvere dorata, tra templi, campi di loto e di glicine.
Kawamoto Kihachiro (1925-2010) è stato uno dei più grandi maestri di animazione a passo uno, quella tecnica cinematografica molto laboriosa che consiste nel fotografare pupazzi snodabili in una sequenza di pose in modo da ottenere fotogrammi che uniti conferiscano il senso del movimento. Un’arte che il Kawamoto ha appreso dall’apprendistato a Praga, nel 1963, con il grande maestro Jirí Trnka, seguendo il suo insegnamento: «i pupazzi sono quella cosa che trasforma l’uomo in Dio, permettendogli di rappresentare la storia, l’uomo e i tratti culturali».
Le opere di Kawamoto sono degli apologhi morali buddhisti attinti dai racconti della tradizione classica giapponese, e cinese, dall’antica raccolta di fiabe del Konjaku monogatari, degli inizi del XII secolo, dal classico testo cinese taoista del Liezi, da antiche leggende, dagli emakimono ai paraventi del periodo Muromachi.
Nonostante il suo stile sia molto diverso dall’animazione industriale degli anime, Kawamoto ha rivestito l’incarico di presidente della Japan Animation Association, dal 1989, succedendo a Tezuka Osamu alla sua morte, fino alla sua stessa dipartita, avvenuta il 23 agosto 2010 per polmonite.
Antologia di cortometraggi di Kawamoto
Programma
Il demone – Oni (1972), 8’
La storia di due fratelli che vanno a caccia di un demone, dopo che quest’ultimo ha tentato di uccidere il minore dei due. Tratto da una storia medioevale.
Il tempio Dojoji – Doujouji (1976), 18’
Storia di un monaco sedotto da una donna che si trasforma in un serpente di mare. Ispirato alla pittura narrativa dello stile Yamato-e, proprio del tardo periodo Heian, senza dialoghi e con accompagnamento di shamisen, un lavoro lirico e affascinante.
La casa delle fiamme – Kataku (1979), 19’
Un’affascinante donna fantasma racconta a un viandante la storia di due rivali in amore, che arrivarono a uccidersi a vicenda. L’apice della raffinatezza di Kawamoto.
Colpire senza tirare – Fusha no sha (1988), 25’
Tratto dal racconto Meijin-Den dello scrittore Atsushi Nakajima (1909-1942), è incentrato sulla figura leggendaria dell’arciere cinese Ji Chang. Una storia che ha un forte significato, una coproduzione sino-nipponica, che vede la collaborazione, anche questa volutamente simbolica, di artisti e tecnici dei due paesi.
Self-Portrait (1988), 1’
Ironico autoritratto del regista.
Associazione Culturale ARTE GIAPPONE
Vicolo Ciovasso, 1
20121 Milano
Orario: 14.00 – 19.00
Chiuso: Lunedì, Sabato, Domenica e Festivi
Tel&Fax: 02-865138
E-mail: arte.giappone[AT]libero.it